Pergine, Medio EVO
Feste Medievali a Pergine Valsugana

Pergine si trasforma in una città di altri tempi, trovando i cambiavalute, gli antichi mestieri, i mercanti d’epoca, dimostrazioni di falconeria, il campo dei tornei, degli arcieri, antichi giochi, la miniera, spettacoli itineranti, musiche antiche, magia celtica, ecc. E locande con menù storici ovvero i ristoranti del centro con menù particolari.
Le feste medievali in Pergine nascono per amore del territorio con lo scopo di far rivivere momenti eclatanti che hanno segnato la storia di Pergine e delle comunità vicine a noi. Per questo viene ricostruito un frammento di storia degli anni 1356-57 con l'assedio al castello e la successiva pace fra i Tirolesi ed i signori di Padova.
Storia.
Dal 1349 al 1356 l’Alta Valsugana venne occupata da Giacomo e Francesco da Carrara, signori di Padova. La Gastaldia di Pergine era compresa nel Principato Vescovile di Trento.
Nel 1347-49 i Principi Vescovi non poterono prendere possesso della loro sede, perché i Tirolesi volevano appropriarsene, vantando dei diritti. Il Capitolo della Cattedrale, rappresentante del Vescovo, per opporsi alle loro pretese affidò a Giovanni Gardelli la difesa della città di Trento ed a suo nipote Bonaventura il castello di Pergine.
Nel 1349 Giovanni Gardelli si lasciò corrompere e fece in modo che la città passasse ai Conti del Tirolo. Convinto che anche il nipote cedesse il castello ai Tirolesi, si recò a Pergine. Bonaventura lo lasciò avvicinare alla porta d’entrata del castello e lo uccise.
Poi, consapevole di non poter affrontare da solo le ritorsioni dei Tirolesi, chiese aiuto a Giacomo da Carrara, signore di Padova. Egli inviò i suoi soldati “stipendiarii” e occupò, oltre al castello di Pergine, anche quelli di Levico e di Roccabruna (Madrano). Nominò come capitano del castello di Pergine Francesco Fugazza. 
L’occupazione da parte dei signori di Padova durò fino al 1356. Quando Ludovico, marchese di Brandeburgo e conte del Tirolo, si accorse che il signore di Padova non era in grado di difendere i tre castelli, inviò un esercito per espugnarli e affidò il comando dei soldati ad Enrico da Pophingher, pievano del Tirolo e capitano dei Tirolesi, a Trento. Enrico si stabilì nella piana del Cirè e assediò il castello di Pergine da tutte le parti.
Pur di avere l’appoggio degli abitanti del borgo, concesse loro dei privilegi: l’esenzione dalle tasse per dieci anni ed il riconoscimento delle antiche consuetudini. L’accordo con la Comunità venne firmato il 31 maggio 1356 sul “doss de la Ròda” presso il Fersina.
L’assedio durò ancora alcuni mesi e solo dopo il 9 ottobre 1356, in seguito alla pace sottoscritta fra Ludovico marchese di Brandeburgo e Francesco da Carrara, il castello venne consegnato ai Tirolesi con tutto il territorio e i castelli occupati nel 1349.
I Tabularasa di Ravenna
in concerto durante la rievocazione storica. Molto Bravi!

